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Archive for gennaio 2008

5. Imperi all’orizzonte

Posted by Selene Verri su gennaio 27, 2008

Politiche paralleleNon è possibile fare una panoramica sulle varie forme di stato nella fantascienza senza almeno accennare agli imperi: l’impero è una forma presente in moltissime opere, e quindi ignorarla del tutto apparirebbe come una lacuna.

Tuttavia, uno studio sistematico dei vari imperi presenti nella science fiction non è possibile, in quanto, tendenzialmente quantomeno, l’impero non è mai il “protagonista” della narrazione: è piuttosto una sorta di sfondo, nel quale inserire poi la storia.

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c) Scienza e religione

Posted by Selene Verri su gennaio 20, 2008

Politiche paralleleC’è un solo modo per utilizzare – e diffondere – conoscenze su larga scala mantenendole segrete: ammantarle di un’aura di sacralità: quello che fanno, nelle comunità primitive, gli stregoni, o i guaritori. Nella prima fase espansiva della Fondazione, dunque, non abbiamo scienziati (tranne che su Terminus) ma sacerdoti, iniziati solo alle tecniche di funzionamento delle tecnologie nucleari, e non ai segreti più pericolosi, quelli che stanno alla radice del funzionamento stesso.

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b) Scienza e potere

Posted by Selene Verri su gennaio 13, 2008

Politiche paralleleOne may obtain power in SF by means of science – as in the phantasmated dreams and nightmares of nuclear warfare, the conquest of planets by robots, or genetic manipulation – and one may acquire science by means of power – technological and military systems, galactic expansion determining scientific expansion, and so forth. SF seems to be the sphere where power is capable of expanding to utmost degrees; it is also the field where it can collapse dramatically under its own contradictions.[1]

Anche Isaac Asimov, con la sua trilogia della Fondazione, era stato in qualche modo profetico: il primo dei tre romanzi del ciclo era stato pubblicato sulla rivista di Campbell ben prima della catastrofe nucleare giapponese del ’45, ma già immaginava un futuro in cui il potere fosse prerogativa di chi era in possesso della tecnologia più avanzata, e in particolare di una tecnologia di tipo nucleare.

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4. Lo “stato degli scienziati” – a) Filosofi e scienziati

Posted by Selene Verri su gennaio 6, 2008

Politiche paralleleLo “stato degli scienziati” è, nella letteratura fantascientifica americana, fondamentalmente un altro tipo di stato capitalista, per quanto l’equazione in sé non appaia (e, di fatto, non sia) automatica. Negli Stati Uniti, si prolunga nel ventesimo secolo la grande illusione positivista che in Europa era crollata alla fine del diciannovesimo. Il positivismo vedeva nella scienza e nella tecnologia da un lato, e nel liberismo dall’altro, la soluzione dei problemi dell’umanità. Dunque, anche in questo caso, uno stato che non ha bisogno di Stato, un governo che può essere gestito tranquillamente da governanti non di professione[1]. E, paradossalmente, nell’impeto utopistico-progressista scientista, un governo di tipo conservatore, come dimostra ad esempio (se n’è già accennato nel paragrafo precedente) il ciclo della Fondazione di Asimov:

(…) science and technology are (…) presented as beneficial and critical forces in Asimov’s Foundation trilogy (…). Asimov’s psychohistory is designed not to bring about a different, better world, but to preserve the already existing society from external threats. (…) The possibility of real change and the reality of history are denied through the Spenglerian cyclical model of history and through the return to a future in which the ethics and economics of capitalism have been maintained. And this colonization of our future is not simply Asimov’s reponse to the threat of Fascism, but also to the threat of alternative social structures – the “Communist menace” – insofar as psychohistory can be understood as Asimov’s answer to dialectical materialism.[2]

Naturalmente, nella realtà non è mai esistito uno stato che si possa dire propriamente governato dagli scienziati. Ma, da un certo momento in avanti, la scienza ha iniziato a plasmare la politica in una maniera e con un peso assolutamente sconosciuti in precedenza. Una svolta che la fantascienza prevedeva e attendeva da tempo. Al punto che per qualcuno era addirittura inevitabile.

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