Sempre meglio che lavorare

It’s amazing how long it takes to complete something you are not working on (McGee’s First Law)

  • Politiche parallele

  • I miei articoli in rete

  • Le mie foto

    Un autre tour dans le #vaporetto. Dehors cette fois. #jaimemaville #lyon #villedelyon #mylyon #monlyon #onlylyon #ilovelyon #igerslyon #bloginlyon #lyoncity #france #francia #igersfrance #saone #riviere #river #bateaux #barche #boats

    #bonjour #goodmorning #buongiorno #bruxelles #brussels #instabruxelles #instabrussels #igersbruxelles #igersbrussels #belgique #belgium #igersbe #igersbelgique #igersbelgium #matin #morning #mattina #photodujour #picoftheday #photooftheday

    Et j'ai enfin réussi à  goûter le lapin à la Kriek ! #lapinalakriek #lapin #kriek #grimbergen #biere #beer #foodpic #foodporn #bruxelles #brussels #instabruxelles #instabrussels #igersbruxelles #igersbrussels #belgique #belgium #igersbe #igersbrussels #ig

    Altre foto
  • Iscriviti a

  • BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

c) L’ossessione della purezza

Posted by Selene Verri su agosto 25, 2007

Politiche parallele 

E la purezza è proprio una delle ossessioni dei sistemi totalitari: purezza della razza, o purezza dell’ideologia, tutto ciò che è impuro va eliminato. Per raggiungere la totale purificazione bisogna prima raggiungere – o, all’inverso, scopo della purificazione è – la totale trasparenza:

Les utopies sont obsédées par la transparence: c’est ce que signale Dostoïevski quand il parle des «cités de cristal», ou Zamiatine lorsqu’il imagine un lieu où même les murs sont en verre, où chacun peut tout voir chez les autres. La transparence est un moyen de gouvernement, mais elle est aussi, et d’abord, l’expression symbolique la plus forte de la finalité de l’utopie: «Je suis sûr, proclame un personnage de Zamiatine, que demain, ni les hommes, ni les choses ne projetteront plus d’ombres, le soleil traversera tout» (…).[1]

Del resto, la trasparenza, l’assenza o la massima riduzione della privacy è necessaria per tenere tutto sotto controllo, per non farsi sfuggire il minimo dettaglio. Così, laddove non ci sia una trasparenza “fisica”, dei muri o degli oggetti, ci dev’essere comunque una trasparenza metaforica, indotta da un sistema di intelligence ineludibile così come da molti altri mezzi, che variano da autore ad autore.

In Orwell, il mezzo tecnologico per tenere sotto controllo le vite dei cittadini è lo schermo che troneggia in case, piazze, uffici… ovunque. La sua emanazione quasi religiosa (anzi, sicuramente religiosa, come vedremo nell’ultimo capitolo) è Big Brother. In Disch, troviamo il diario del detenuto Sacchetti, che, per quanto filtrato attraverso la sua personale interpretazione degli eventi, è comunque un mezzo di controllo da parte dei carcerieri. L’assenza di privacy è evidente nel libro della Atwood, dove l’Ancella non ha nemmeno la possibilità di chiudersi la porta a chiave. Questa stessa privacy è però assicurata, almeno in una certa misura, ai gradini più alti della società, a Commanders e Wives. Del resto, era in parte assicurata, anche in Orwell, ai membri dell’Inner Party, che avevano il privilegio di spegnere lo schermo a piacimento[2]. O, quanto meno, così sembra, in un mondo dove tutto alla fine risulta essere diverso da quel che appare.

Perché il paradosso è proprio questo: che in ognuno di questi universi, la trasparenza si risolve poi in ambiguità, incomprensione, menzogna. Infatti, il mezzo più sicuro per tenere sotto controllo i governati è quello di renderli controllori gli uni degli altri. In due modi: attraverso polizie segrete che affianchino quelle ufficiali, così che la persona di cui ti fidi potrebbe sempre essere un membro della polizia segreta (in Orwell, la Thought Police, in Dick l’SD, o Sicherheitsdienst, che ha sostituito la Gestapo, nella Atwood gli Eyes) e, contemporaneamente, instillando negli ortodossi la convinzione che la delazione è un bene, in modo che ciascuno controlli gli altri e sia a sua volta controllato. Così, in 1984 Mr Parsons viene denunciato dai figli, e allo stesso modo in Fahrenheit 451 è la moglie a denunciare lo stesso Montag; nel mondo di Gilead Offred ha sempre il terrore di parlare troppo con le persone sbagliate; in The Man in the High Castle Frank Frink viene denunciato dal suo ex datore di lavoro per vendetta dopo che Frink gli ha rovinato – o quantomeno intaccato – un giro di affari illecito.

Massima trasparenza, dunque, per difendere la purezza:

Mais cette pureté n’est jamais spontanée. Elle doit être planifiée, fabriquée puis défendue, et elle doit l’être sur tous les plans à la fois : à la purification de l’homme nouveau correspondent d’une part celle de la société épurée, de l’autre celle d’un environnement hygiénique et domestiqué. (…)[3]

Un principio confermato anche dalle parole di Moira, amica dell’Ancella Offred in The Handmaid’s Tale: «They’re very clean-minded these days»[4]. In un mondo devastato, tra l’altro, da agenti chimici portatori di malattie anche mortali (le “deadly toxins” delle Colonie), è importantissimo tenere lontani il più possibile germi e tutto ciò che possa provocare il danneggiamento del proprio corpo, soprattutto per un’ancella il cui corpo è lo strumento dei suoi padroni e di Dio per mettere al mondo bambini: che, naturalmente, devono essere bambini sani. E così pulizia, igiene, cura massima dell’alimentazione, che diventano esasperate immediatamente prima della “cerimonia”: il rito del bagno (pp. 81-85) e poi la cena, da mandar giù per forza anche se lo stomaco è chiuso per la tensione e il disgusto di quel che verrà dopo (pp. 85-86).

La pulizia è un’ossessione, tutto deve essere assolutamente asettico, e ciò che non lo è va ripulito o rimosso.

Les systèmes totalitaires, et les contre-utopies qui les dépeignent comme des utopies en acte, montrent qu’au sein même des groupes spécifiques qui forment les piliers de la société nouvelle, la pureté est un idéal perpétuellement menacé, nécessitant un effort constant d’épuration, de purge qui finit par créer une véritable spirale de la terreur.

Tel est le prix à payer (…) pour l’apparition d’une humanité (…) intégralement rationnelle et morale. Ce qui, précise le héros de Zamiatine, exigera simplement qu’elle renonce à l’ultime source d’impureté : l’imagination…[5]

E così è, ad esempio, il mondo creato da Bradbury: un mondo alla costante ricerca di tutto ciò che è impuro, di tutto ciò che implica immaginazione, per distruggerlo. Non a caso, Fahrenheit 451 è stato scritto in epoca di maccartismo, di caccia alle streghe. Ed ecco allora, proprio come per le streghe di altre epoche, il fuoco  purificatore, il fuoco che distrugge ma, allo stesso tempo, purifica: «Fire is bright and fire is clean»[6]. Si potrebbe dire batteriologicamente puro.

E la purezza nei sistemi totalitari può essere imposta sotto vari aspetti.

Può essere, naturalmente, purezza della razza: Dick è abilissimo nel mostrare la vacuità e l’orrore di questa forma di purezza nei nazisti, confrontandola con il desiderio di purezza interiore dei giapponesi.

Oppure, può essere purezza sessuale: nella Atwood, ciascuno ricopre un ruolo preciso dal punto di vista sessuale, e ogni deviazione è punita severamente; mentre in Orwell l’illegittimità del rapporto sessuale per puro piacere rappresenta uno strumento di controllo per le emozioni, per le quali unica valvola di sfogo rimane l’odio verso il nemico. Ma di questo si parlerà più ampiamente nell’ultimo capitolo.

In Camp Concentration troviamo invece una forma di purezza “mentale”: ciò che conta è il genio allo stato puro, a spese anche della salute e della vita.

Ma la purezza non è mai comunque tale al cento per cento: essa deve scendere a patti con l’impurità, con la sporcizia, con il rovescio della medaglia. Se il fine ultimo del totalitarismo è il potere, la purezza è un pretesto, un mezzo, non un fine: uno strumento che, come tutti gli strumenti, può essere utilizzato solo in determinati casi, mentre in altri casi è più utile, ai fini del potere, servirsi esattamente del suo opposto: e così, ecco i bordelli di The Handmaid’s Tale dove tutto, compresa l’omosessualità, è lecito; o l’estrema libertà dei proles in 1984, dove lo strumento per controllare gli strati più umili della società è proprio l’impurità, lo stato di bestialità nel quale essi vengono tenuti.

In altri casi, l’impurità si produce proprio a causa dell’ossessione della purezza, come in Katharine Burdekin, dove la riduzione delle donne a esseri ripugnanti per gli uomini, spinge questi ultimi a dedicarsi all’amore greco, sebbene l’omosessualità sia assolutamente contraria all’etica nazista (come si vedrà meglio più avanti); o in Dune, dove la purezza, il fanatismo religioso conduce alla decadenza del popolo dei Fremen, fino ad allora mantenutisi puri in un universo di impuri.

Altre volte infine, come in Dick, l’impurità sopravvive e prospera malgrado la volontà dei potenti: i nazisti devono fare i conti con una razza “inferiore” come quella dei giapponesi, che riescono a sventare il loro piano di distruggerli, dopo l’annientamento o la sottomissione di africani, slavi e di tutti coloro che contrastano il principio della purezza della razza.

Ed è proprio questo il rovescio della medaglia della purezza: che, per tenerla sotto controllo, richiede spesso il ricorso al dolore e alla morte. Proprio perché purificare significa, prima di tutto, eliminare tutto ciò che è impuro. Anche laddove – e soprattutto laddove – si tratti di persone.


[1] AA. VV., Utopie – la quête de la société idéale en Occident, op. cit., pag. 61.Trad.: Le utopie sono ossessionate dalla trasparenza: è quello che mostra Dostoievskij quando parla delle “città di cristallo”, o Zamjatin laddove immagina un luogo dove anche i muri sono di vetro, dove ciascuno può vedere tutto ciò che accade nelle case altrui. La trasparenza è uno strumento di governo, ma essa è anche, e prima di tutto, l’espressione simbolica più forte della finalità dell’utopia: “sono sicuro – proclama un personaggio di Zamjatin – che un domani né gli uomini né le cose proietteranno più ombre, il sole attraverserà tutto”.Prima di Zamjatin, un’ossessione analoga è riscontrabile in ambito anglosassone nell’utopia pastorale di William Hudson, A Crystal Age, (pubblicata per la prima volta anonima nel 1887) dove «La trasparenza e il luccicare [sono] metafora della purezza e dell’immaterialità (una vittorianissima fuga dal corpo, direi) più che di glasnost democratica» (Salvatore Proietti, mail inviata alla mailing list fantascienza@caen.it il 1° ottobre 2001).

[2] G. Orwell, op. cit., pp. 176-177.

[3] Utopie – la quête de la société idéale en Occident, op. cit., pag. 61.

Trad : Ma questa purezza non è mai spontanea. Essa dev’essere pianificata, fabbricata, poi difesa, e deve esserlo su tutti i livelli contemporaneamente: alla purificazione dell’uomo nuovo corrispondono da un lato quella della società epurata, dall’altro quella di un ambiente igienico e addomesticato.

[4] M. Atwood, op. cit., p. 322. Trad. p. 255.

[5] AA. VV., Utopie – la quête de la société idéale en Occident, op. cit., pag. 61.

Trad.: I sistemi totalitari, e le anti-utopie che li dipingono come utopie in atto, mostrano che anche in seno ai gruppi specifici che formano i pilastri della nuova società, la purezza è un ideale continuamente minacciato, che necessita di uno sforzo costante di epurazione, di purga, che finisce per creare una vera spirale del terrore.

Tale è il prezzo da pagare per l’apparizione di un’umanità integralmente razionale e morale. Il che, precisa l’eroe di Zamjatin, esigerà semplicemente che essa [l’umanità] rinunci all’ultima fonte di impurità: l’immaginazione.

[6] R. Bradbury, op. cit., p. 67. Trad. p. 71. Lo dice il capitano Beatty nel corso del monologo nel quale tenta di convincere Montag a tornare al lavoro e lasciar perdere le sue fantasie.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: