Quest’articolo è la versione italiana dell’intervista a Lino Aldani apparsa sul numero 74 della rivista francese Lunatique. L’ho postato anche sul blog Il Leggio.
La casa di Lino Aldani non ha nulla delle scomode baracche in cui sopravvivono i suoi personaggi in Quando le radici. Il cancello rosso si apre su un viale alberato che termina su una rotonda fiorita. La casa è grande per due persone, e confortevole. Ma si trova in piena campagna, lungo una strada isolata dal comune vicino a Pavia, nel nord Italia, a cui appartiene amministrativamente.Perché il decano della fantascienza italiana non concepisce più “la vita in verticale”, dice. E questo da molti, moltissimi anni.Aldani è nato qui, in questo paesino che si chiama San Cipriano Po. Era stato concepito – “impastato” dice lui – a Roma, ma i suoi genitori, che allora vivevano nella capitale, decisero di farlo nascere qui, dove trascorse i primi 40 giorni della sua vita.A Roma visse invece i suoi primi 42 anni, e ne conserva un ricordo molto affettuoso. Che cosa faceva a Roma?, gli chiedo.
In realtà, tutto quel che ho fatto in questo caso è stato scrivere (e, naturalmente, speakerare) l’introduzione e tradurre il dibattito. Però, siccome ci ho comunque lavorato, e siccome si parla di Turchia, ho pensato che non fosse fuori luogo inserire il video qui.
Il primo di questi presupposti è il seguente: mentre Heinlein mostra il dualismo insanabile tra individuo e massa, la Le Guin si concentra sul rapporto tra individuo e società. Mentre la massa non è una somma di individui, ma la loro degenerazione, la società scaturisce dalla collaborazione tra gli individui.
Although for both authors individual responsibility is central, for Le Guin it is centered in the faith in the possibility of an organically healthy society, while for Heinlein it is centered in the inescapable foolishness of humans acting in groups. For Le Guin, it is individual responsibility that makes true community possible. For Heinlein, it is the impossibility of community that makes self-responsibility necessary.
In the place of “tanstaafl”, the guiding principle of the Anarresti is Odo’s Analogy: a healthy society as a healthy body, with well functioning cells working together in well-functioning systems serving the benefit of the whole, all completely interdependent in literary fact.[1]