Pubblicato da Selene Verri su Settembre 24, 2007
Se la distopia per eccellenza è quella totalitaria, l’utopia per antonomasia risulta essere quella anarchica, come se fosse la presenza stessa dello Stato a rappresentare la negazione dell’utopia: se lo Stato è onnipresente si ha il totalitarismo e quindi la distopia, se assente l’anarchia e quindi l’utopia, se presente ma non soffocante, la realtà attuale, concreta, equidistante da sogno e incubo.
Diversamente però dai modi di immaginare i regimi totalitari, non sembrano esistere veri e propri “cliché” per i testi nei quali vengono descritti immaginari stati anarchici. La ragione di questa varietà sta, evidentemente, in un fatto concreto: mentre i totalitarismi si sono realizzati nella realtà, e su scala nazionale quando non internazionale, e pertanto hanno mostrato di presentare caratteristiche affini, di stati anarchici, allo stato attuale, non ne sono mai esistiti: non, quantomeno, della portata dei totalitarismi novecenteschi. Questa è sia la ragione per la quale l’anarchia può rimanere utopia, un sogno da realizzare, un traguardo da raggiungere, sia, a livello letterario, il motivo per cui ciascuno può immaginare il suo stato un po’ come preferisce.
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Pubblicato da Selene Verri su Settembre 24, 2007


Le 15 septembre à Lyon a eu lieu la première rencontre franco-italienne. Compte rendu d’une soirée maudite. Mais déjà historique.
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Pubblicato da Selene Verri su Settembre 1, 2007
Il potere negli stati totalitari, prima ancora che potere di costruire, è potere di distruggere. Una cosa, una persona, le masse, possono essere tenute sotto controllo solo se è possibile distruggerle, distruggere le schegge impazzite e tutto ciò che non serve e che può nuocere in un modo o nell’altro allo scopo ultimo, che poi, nei regimi totalitari, non è altro che il potere fine a se stesso, come teorizza già Orwell:
The Party seeks power entirely for its own sake. We are not interested in the good of others; we are interested solely in power. Not wealth or luxury or long life or happiness: only power, pure power. (…) We know that no one ever seizes power with the intention of relinquishing it. Power is not a means, it is an end. One does not establish a dictatorship in order to safeguard a revolution; one makes a revolution in order to establish the dictatorship. The object of persecution is persecution. The object of torture is torture. The object of power is power.[1] Leggi il seguito di questo post »
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